Procedura per la coltura

Il “Carciofo Spinoso di Sardegna” DOP è coltivato in “pieno campo” secondo le tecniche di seguito indicate.

I terreni devono essere freschi, di medio impasto e ben drenati. La preparazione dei terreni inizia con la discissura e/o con l’aratura profonda. 

La propagazione avviene mediante ovuli e/o carducci che devono appartenere a piante con le caratteristiche tipiche dell’ecotipo locale ed essere prelevati da carciofaie o dai piantonai e/o vivai derivanti da materiale proveniente dalle zone di produzione identificate nel disciplinare di produzione.

Gli organi di propagazione, in fase di quiescenza e/o pre-germogliati, vengono trapiantati tra la seconda metà di giugno ed i primi di agosto e consentono una produzione precoce nel periodo autunnale. Trapianti successivi, compresi tra agosto e settembre, consentono di ottenere produzioni più tardive, inverno-primavera. La densità d’impianto è compresa tra 0,7 e 1,2 piante per mq. La durata dell’impianto può essere annuale o poliennale.

 
   

Per la concimazione del terreno si utilizzano i seguenti elementi nutritivi secondo i seguenti quantitativi massimi:

-   azoto 230kg/Ha; la dose complessiva è frazionata in almeno 4 interventi (non si possono superare 70 unità/ha per intervento);

-   fosforo (espresso in P2O5 )120 kg /Ha -potassio (espresso in K2O) 200 Kg /Ha -Micro e macro elementi.

Inoltre, per assicurare un regolare sviluppo delle piante si interviene anche con il metodo della fertirrigazione.

Gli interventi irrigui, praticati dalla messa a dimora degli ovuli e/o carducci fino al manifestarsi di sufficienti precipitazioni, devono essere realizzati per aspersione e/o a goccia.

La difesa fitosanitaria deve essere realizzata seguendo i principi che regolano la difesa integrata, la difesa guidata e secondo il metodo di produzione biologica. Nelle colture poliennali, a fine ciclo di raccolta, deve essere fatta l’asportazione precoce dei residui organici della coltura. Non è ammesso l’uso di regolatori di crescita in campo.

La raccolta dei carciofi deve essere eseguita a mano tramite la recisione del gambo all’inserzione dei capolini di ordine successivo (può essere agevolata mediante l’utilizzo di carrelli muniti di nastri trasportatori) e deve avvenire prima dell’apertura delle brattee, ossia dal 1° settembre al 31 maggio.

La resa produttiva massima è di 10 capolini per pianta.

Il “Carciofo Spinoso di Sardegna” deve essere condizionato in Sardegna nelle aree definite all’articolo 3 del presente disciplinare. 

Il condizionamento del “Carciofo Spinoso di Sardegna” consiste in una o più delle seguenti operazioni:

xsgambatura: consiste nel sottoporre i carciofi al taglio totale o parziale del gambo. In caso di taglio parziale, la parte del gambo rimanente può essere ripulita dalla parte più esterna e legnosa;

xeliminazione delle brattee: consiste nel rimuovere le brattee più esterne del capolino (1-2-3 file) al fine di garantire la pulizia del prodotto e la sua immediata fruibilità;  xcimatura delle brattee: consiste nella eliminazione per taglio della parte apicale del carciofo. Il taglio dovrà essere effettuato ad un’altezza che garantisca l’eliminazione delle spine e la conservazione di tutta la parte edule del capolino;

xporzionamento: taglio del capolino in due o più parti, utilizzabili per le tipologie di gamme commerciali;

xconservazione: è consentito l’uso di sostanze previste dalle normative vigenti in grado di limitare il fenomeno di ossidazione del capolino.  

 

Il “Carciofo Spinoso di Sardegna” deve essere confezionato nelle aree definite all’art.3 nel disciplinare di produzione.

Per consentire il tradizionale consumo allo stato crudo del “Carciofo Spinoso di Sardegna”, vista la facile deperibilità del prodotto, intesa come perdita delle caratteristiche di freschezza, ovvero brillantezza e turgore, a carico del capolino, del gambo, e delle foglie, è necessario ridurre al minimo le manipolazioni e sottoporlo al condizionamento immediatamente dopo la fase della raccolta.

Tale vincolo garantisce un sicuro vantaggio in termini di freschezza per effetto di minori fenomeni ossidativi e traspirativi ai quali il prodotto andrebbe incontro, alterandone di conseguenza le caratteristiche fisiche, organolettiche e chimiche.

 
   


Tale procedura, oltre a garantire la TRACCIABILITA' completa del prodotto, rallenta il decadimento delle proprietà fisiche ed organolettiche, con particolare riferimento allaconsistenza, al gusto, al profumo e al colore, elementi essenziali che consentono al consumatore l’identificazione del prodotto e il tradizionale consumo allo stato crudo.

 

 

Consorzio di Tutela del Carciofo Spinoso di Sardegna D.O.P.

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